Le 5 leggi di Ranganathan ormai obsolete?

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Il padre della biblioteconomia avrebbe potuto immaginare le sfide, gli incalzanti mutamenti, quella crescente trepidazione intorno al futuro del libro, le innovazioni che il XXI secolo avrebbe riservato al mondo delle biblioteche?

Un vero e proprio stravolgimento rispetto a più di ottant’anni fa. Quindi sembra naturale riprendere in mano quelle Five Laws of Library Science del 1931 e porsi dei legittimi dubbi sulla loro attualità.

Un gruppo di ricercatori ha appunto pensato a questo. E ha pensato di riordinare e reinterpretare le 5 leggi alla luce degli odierni mutamenti nei servizi di informazione (inerenti p.es. alla presenza di materiali elettronici e del Web).

Reinterpretare Ranganathan: cambiare i comportamenti dell’utente, cambiare le priorità” (Reordering Ranganathan: Shifting User Behaviors, Shifting Priorities): questo il titolo del report pubblicato il 30 giugno 2014 dall’OCLC (Online Computer Library Center) e redatto in particolare dagli scienziati Lynn Silipigni Connaway e Ixchel Faniel.

In che modo vengono quindi rivisitate, e riordinate, le 5 leggi?

  1. “Risparmia il tempo del lettore” (EX quarta legge): le biblioteche devono rendere disponibili le loro risorse incorporandole nell’esistente workflow degli utenti, devono cioè fornire dei servizi on line che risultino attraenti per la comunità di riferimento;
  2. “A ogni lettore il suo libro” (EX seconda legge): conoscere la comunità e i suoi bisogni ne è il principio fondante;
  3. “I libri sono fatti per essere usati” (EX prima legge): il significato essenziale riguarda ancora l’accesso; l’interpretazione dei ricercatori si focalizza sullo sviluppo delle infrastrutture fisiche e tecniche necessarie a fornire i materiali, fisici e digitali;
  4. “A ogni libro il suo lettore” (EX terza legge): aumento della reperibilità, dell’accesso e dell’utilizzo delle risorse all’interno dei flussi di lavoro (workflows) degli utenti;
  5. “La biblioteca è un organismo che cresce” (EX quinta legge): i ricercatori sottolineano in particolare un aspetto della biblioteca che è suscettibile di crescita: il livello di attenzione da parte dell’utente, il tempo totale che una persona è disposta a spendere nell’uso delle risorse e dei servizi bibliotecari in relazione a un’efficace ed efficiente ricerca delle informazioni.

Un’ardua sfida quest’ultima, aggiungo io, al tempo di google, di wikipedia e dei social network.

Trovate questo interessantissimo report a questo indirizzo.

BUONA LETTURA!!