7 tesori librari nascosti d’Italia

Nascosti….ma non troppo!!

 Vi ringraziamo innanzitutto per aver condiviso in tantissimi il nostro ultimo post sulle “10 biblioteche italiane da vedere prima di morire”. Come promesso ne proponiamo un altro, costruito per la maggior parte grazie alle segnalazioni pervenuteci.

Questa volta vogliamo concentrarci sulle biblioteche più sconosciute, ma altrettanto splendide per il loro valore storico-artistico, e certamente non meno ricche di tesori librari e documentari.

L’estero avrà ancora più motivi per invidiarci. Trasmettiamo loro il meglio di questa nostra Italia, non, come quotidianamente avviene, il peggio. Alimentiamo d’altro canto anche la consapevolezza degli italiani di possedere un patrimonio culturale senza eguali, che deve essere tutelato e valorizzato. E, come un mio caro prof. affermava, durante le lezioni di estetica e storia dell’arte, questo patrimonio deve essere visto per essere conosciuto (e riconosciuto, aggiungerei io, perché la contemplazione delle nostre radici non è altro che un riconoscersi), e conosciuto per essere amato.

Quindi scusateci per l’ennesima lista! E’ per un buon, anzi buonissimo fine!

Definita “biblioteca civica del centro storico” di Venezia, essa svolge un ruolo rilevante per la città, mettendo a disposizione del pubblico oltre 350.000 volumi, sia antichi che moderni. E’ aperta anche il sabato e la domenica; dal martedì al sabato fino a mezzanotte!

Definita “biblioteca civica del centro storico” di Venezia, essa svolge un ruolo rilevante per la città, mettendo a disposizione del pubblico oltre 350.000 volumi, sia antichi che moderni. E’ aperta anche il sabato e la domenica; dal martedì al sabato fino a mezzanotte!

Il cuore del complesso bibliotecario della Fondazione è la Nuova Manica Lunga, antico dormitorio dei padri benedettini. Il patrimonio librario e documentario è notevole: oltre 150.000 volumi sono dedicati alla storia dell’arte; la collezione di incunaboli e di libri illustrati del Rinascimento è tra le più ricche e complete del genere esistenti.

Il cuore del complesso bibliotecario della Fondazione è la Nuova Manica Lunga, antico dormitorio dei padri benedettini. Il patrimonio librario e documentario è notevole: oltre 150.000 volumi sono dedicati alla storia dell’arte; la collezione di incunaboli e di libri illustrati del Rinascimento è tra le più ricche e complete del genere esistenti.

La biblioteca prende il nome dal suo donatore, il card. Antonelli. La prima sistemazione della dotazione libraria e documentaria avvenne nel 1825, incrementandosi da allora grazie a costanti donazioni da parte di famiglie e ordini religiosi. La prestigiosa sede attuale, dal 1998, è il Foro Annonario.

La biblioteca prende il nome dal suo donatore, il card. Antonelli. La prima sistemazione della dotazione libraria e documentaria avvenne nel 1825, incrementandosi da allora grazie a costanti donazioni da parte di famiglie e ordini religiosi. La prestigiosa sede attuale, dal 1998, è il Foro Annonario.

Aperta nel 1768 grazie al lascito del card. Furietti, è una delle più ricche e frequentate biblioteche storiche italiane di conservazione, con quasi 700.000 volumi, più di 9.000 manoscritti, 1.200 incunaboli e 12.000 cinquecentine.

Aperta nel 1768 grazie al lascito del card. Furietti, è una delle più ricche e frequentate biblioteche storiche italiane di conservazione, con quasi 700.000 volumi, più di 9.000 manoscritti, 1.200 incunaboli e 12.000 cinquecentine.

E’ una delle poche biblioteche conventuali aperte al pubblico. Si trova nel complesso del convento di S.Maria al Carrobiolo, edificato nel XIII sec. dagli Umiliati, passato poi alla Congregazione dei Barnabiti nel 1571. Contiene circa 30.000 volumi, editi dal XV sec. ai giorni nostri.

E’ una delle poche biblioteche conventuali aperte al pubblico. Si trova nel complesso del convento di S.Maria al Carrobiolo, edificato nel XIII sec. dagli Umiliati, passato poi alla Congregazione dei Barnabiti nel 1571. Contiene circa 30.000 volumi, editi dal XV sec. ai giorni nostri.

La Sala fu trasformata in biblioteca nel 1688 per volontà del card. Decio Azzolino J., per ospitare migliaia di volumi donati alla città dal medico di Cristina di Svezia, Romolo Spezioli. Il patrimonio librario antico è quindi conosciuto anche a livello internazionale per le pregevolissime edizioni di opere mediche.

La Sala fu trasformata in biblioteca nel 1688 per volontà del card. Decio Azzolino J., per ospitare migliaia di volumi donati alla città dal medico di Cristina di Svezia, Romolo Spezioli. Il patrimonio librario antico è quindi conosciuto anche a livello internazionale per le pregevolissime edizioni di opere mediche.

La biblioteca ha sede nell’Abbazia camaldolese, la cui edificazione risale al 1512. Conserva circa 800.000 unità bibliografiche. Tra gli incunaboli figurano il De Oratore di Cicerone, primo incunabolo italiano, stampato a Subiaco nel 1465 da Sweynheym e Pannartz, e la Hypnerotomachia Poliphili, stampata a Venezia nel 1499 da Aldo Manuzio.

La biblioteca ha sede nell’Abbazia camaldolese, la cui edificazione risale al 1512. Conserva circa 800.000 unità bibliografiche. Tra gli incunaboli figurano il De Oratore di Cicerone, primo incunabolo italiano, stampato a Subiaco nel 1465 da Sweynheym e Pannartz, e la Hypnerotomachia Poliphili, stampata a Venezia nel 1499 da Aldo Manuzio.

Per finire…mi torna in mente la frase di un film, visto pochi giorni fa: “Un tempo alzavamo lo sguardo al cielo chiedendoci quale fosse il nostro posto nella galassia, ora lo abbassiamo preoccupati ed intrappolati nel fango e nella polvere”.

Questo per dire che sarebbe bello se tornasse il tempo del desiderio dell’infinito e della conoscenza…

This post will soon be translated into English!

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