Le 10 biblioteche italiane da vedere prima di morire

…. o prima che chiudano per mancanza di personale!

Beh, considerando il patrimonio che possediamo in Italia in quanto ad arte, archeologia e… beni librari, 10 può sembrare un numero tutto sommato ‘bassino’. Ma seguendo la moda, oggi a quanto sembra molto in voga, di stilare elenchi, liste o quant’altro sia disperatamente lontano dall’essere classificato ‘noioso’ perché prolisso o poco schematico, anche noi vogliamo cimentarci in questo filone (forse un po’ scontato ormai? Ma non importa, le biblioteche dovrebbero tornare “di moda” proprio inseguendo la moda!). Vi proponiamo quindi una lista di 10 biblioteche, assolutamente da vedere…almeno una volta nella vita!

Biblioteca Vaticana, Città del Vaticano

vaticanlibrary

Fondata nel 1475 da Sisto IV, è la biblioteca “personale” del papa. Conserva milioni di volumi tra cui, fiore all’occhiello, sono gli oltre 80,000 manoscritti. Da non perdere il Salone Sistino, completamente affrescato con la bizzarra storia dell’origine di ogni lettera dell’alfabeto.

Biblioteca Angelica, Roma

biblioteca angelica

E’ la più antica biblioteca di Roma, aperta nel 1604. La sala di lettura, ristrutturata alla metà del XVIII secolo dall’architetto Vanvitelli, è detta appunto “vaso vanvitelliano”, perché circondata e chiusa da alti scaffali che conservano i 100,000 volumi del Fondo Antico.

Biblioteca dei Girolamini, Napoli

girolamini

Aperta al pubblico nel 1586, è una delle più antiche biblioteche d’Italia, dopo la Capitolare di Verona e la Malatestiana di Cesena. Simbolo eclatante del degrado in cui versa il patrimonio culturale italiano, è stata recentemente oggetto di razzie di libri ad opera dello stesso Direttore, certo non un appassionato e qualificato bibliotecario.

Biblioteca Ambrosiana, Milano

Fondata dal cardinale Federico Borromeo nel 1607, non è solo una biblioteca ma è anche un’Accademia e Pinacoteca. Conserva alcuni dei più bei manoscritti di Leonardo da Vinci.

Fondata dal cardinale Federico Borromeo nel 1607, non è solo una biblioteca ma è anche un’Accademia e Pinacoteca. Conserva alcuni dei più bei manoscritti di Leonardo da Vinci.

Biblioteca Malatestiana, Cesena

E' l’unico esempio di biblioteca umanistica conventuale perfettamente conservata nell’edificio, negli arredi e nella dotazione libraria, con tanto di libri incatenati tipici delle prime biblioteche user-friendly, come diremmo oggi, concepite dagli ordini francescani e domenicani.

E’ l’unico esempio di biblioteca umanistica conventuale perfettamente conservata nell’edificio, negli arredi e nella dotazione libraria, con tanto di libri incatenati tipici delle prime biblioteche user-friendly, come diremmo oggi, concepite dagli ordini francescani e domenicani.

Biblioteca Nazionale Marciana, Venezia

Una delle più grandi biblioteche italiane. Il consistente patrimonio librario (ad oggi 1.000.000 di volumi e migliaia di manoscritti, incunaboli e cinquecentine) è conservato in parte nel palazzo cinquecentesco della Zecca, nuova sede della biblioteca a partire dal 1905. Qui venne collocata la statua di Petrarca, primo ideatore di una biblioteca pubblica a Venezia.

Biblioteca Capitolare di Verona: rimandiamo al nostro post.

foto 2

Biblioteca Casanatense, Roma

Istituita dai padri domenicani per volere del cardinale Girolamo Casanate e aperta nel 1701. Ancora oggi conserva nelle originarie scaffalature settecentesche circa 60,000 volumi antichi.

Istituita dai padri domenicani per volere del cardinale Girolamo Casanate e aperta nel 1701. Ancora oggi conserva nelle originarie scaffalature settecentesche circa 60,000 volumi antichi.

Biblioteca Medicea Laurenziana, Firenze

conserva circa 11,000 manoscritti, in un edificio progettato e in parte realizzato da Michelangelo Buonarroti. La biblioteca contiene inoltre una inconsueta raccolta, costituita da circa 2500 papiri.

Conserva circa 11,000 manoscritti, in un edificio progettato e in parte realizzato da Michelangelo Buonarroti. La biblioteca contiene inoltre una inconsueta raccolta, costituita da circa 2500 papiri.

Biblioteca Passerini Landi, Piacenza

possiede uno dei più antichi codici purpurei del mondo, il Salterio dell’Imperatrice Angilberga, scritto nell’anno 827. Da visitare la sala antica, con scaffalature alte quasi 7 metri della fine del ‘700.

Possiede uno dei più antichi codici purpurei del mondo, il Salterio dell’Imperatrice Angilberga, scritto nell’anno 827. Da visitare la sala antica, con scaffalature alte quasi 7 metri della fine del ‘700.

AVVISO AI BOOK LOVERS! Abbiamo bisogno di voi per il prossimo post: indicateci le biblioteche più belle che avete visitato, per studio o da semplici turisti ‘secchioni’. In particolare, ci piacerebbe avere notizia di quelle un po’ sconosciute, che vorreste far conoscere anche all’estero: il post sarà infatti tradotto in inglese e varcherà i confini della nostra penisola grazie a voi, la sempre crescente comunità di Librarea-ns!

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8 pensieri su “Le 10 biblioteche italiane da vedere prima di morire

  1. Segnalo la sala del Mappamondo della biblioteca civica “Romolo Spezioli” di Fermo. Sala conclusa nel 1688 per volontà del cardinale Decio Azzolino j. per ospitare migliaia di volumi donati alla città dal medico di Cristina di Svezia, Romolo Spezioli. La particolarità è che da subito fu una biblioteca aperta al pubblico, in comunione con le sale dell’Umiversità. Uno spettacolo per gli occhi, un piacere anche per l’olfatto. http://www.museicomuni.it/museo.php?idmus=8

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  2. vi segnalo la biblioteca di San Gallo considerata una delle più ricche di tutto il medioevo. Molti dei manoscritti medievali sono del mondo irlandese, carolingio. La biblioteca e l’abbazia di San Gallo sono stati le fonti cui Umberto Eco ha attinto per ambientare il suo romanzo : ” Il nome della Rosa”.

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  3. Vi segnalo la biblioteca di San Gallo considerata una delle più ricche di tutto il medioevo. Molti dei manoscritti medievali sono del mondo irlandese, carolingio. La biblioteca e l’abbazia di San Gallo sono state le fonti cui Umberto Eco ha attinto per ambientare il suo romanzo : ” Il nome della Rosa”.

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