La Biblioteca Vaticana a portata di click!

Da sempre, il nome Biblioteca Vaticana é stato, folcloristicamente, associato a misteri, cospirazioni e inaccessibili scaffali custodi di edizioni introvabili, ‘scomode’, libri ‘proibiti’. Ancor più se si parla di manoscritti, una tipologia libraria che vista la recente proliferazione di gialli di argomento pseudo-medievale suscita anche nei più disinteressati osservatori i peggiori sintomi della Dan Brownite acuta.

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In realtà, però, la Biblioteca Apostolica Vaticana, la raccolta libraria del papato, é tutt’altro che inarrivabile. Certo, occorre essere studiosi spinti a visitarla da un preciso motivo di studio, ma oltrepassato questo caveat tutto sommato legittimo, i banchi della sala consultazione sono aperti a tutti. Già da quando fu fondata nel lontano Cinquecento da papa Niccolò V, da buon umanista animato a svelare la propria biblioteca a tutti, per commodum di chiunque volesse trarne beneficio.

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 A cinquecento anni di distanza, la Vaticana continua ad avere ben chiari i propositi del suo fondatore. Seppur, va detto, con qualche anno di ritardo rispetto ad altri benemeriti progetti europei (vedasi British Library), la biblioteca del pontefice ha deciso nel marzo scorso di imbarcarsi in un progetto di digitalizzazione che la porterà, nel 2018, a rendere accessibili on-line oltre 4000 tra i suoi manoscritti, incunaboli e cinquecentine più pregiati.

In partnership con il colosso digitale giapponese NTT Data, il primo passo è stato compiuto nei giorni scorsi, con la messa in linea di oltre 500 codici delle raccolte pontificie. Un accordo senza dubbio proficuo per la biblioteca, che potrà avvalersi di una tecnologia di riproduzione tra le migliori al mondo, sia in formato PC, sia per tablet e smartphone. Un accordo però proficuo anche per i giapponesi, che con un cachet di oltre 50m di Euro sperano di rendere sempre più aperta al pubblico una realtà che, come detto, era accessibile solo in-loco.

Insieme all’annuncio della prima tranche di riproduzioni, la Vaticana ha inoltre lanciato un nuovo profilo Twitter in due lingue, inglese e italiano, che potete seguire qui. Un’idea questa che qualcuno dei nostri lettori troverà famigliare su Librarea e che, sicuramente, ha ispirato anche qualcuno nelle Sacre Stanze!

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